The Japan Times - Chip Neuralink nel Cervello

EUR -
AED 4.092246
AFN 71.314817
ALL 90.501528
AMD 401.301637
ANG 1.994344
AOA 1022.920191
ARS 1711.84927
AUD 1.585025
AWG 2.008512
AZN 1.895726
BAM 1.946772
BBD 2.244562
BDT 138.348425
BGN 1.947595
BHD 0.420764
BIF 3344.410739
BMD 1.114293
BND 1.423742
BOB 13.5127
BRL 6.031332
BSD 1.114467
BTN 105.760345
BWP 15.39715
BYN 3.28278
BYR 21840.13491
BZD 2.241287
CAD 1.556149
CDF 2579.587837
CHF 0.919765
CLF 0.027936
CLP 1103.071727
CNY 7.422407
CNH 7.412748
COP 3538.88186
CRC 506.76585
CUC 1.114293
CUP 26.744973
CVE 109.755529
CZK 24.333139
DJF 198.445077
DKK 7.47355
DOP 67.549173
DZD 151.436341
EGP 62.391186
ERN 16.714389
ETB 179.915621
FJD 2.500138
FKP 0.833098
GBP 0.832594
GEL 2.893919
GGP 0.833098
GHS 12.983142
GIP 0.833098
GMD 82.457794
GNF 9863.260276
GTQ 8.519492
GYD 233.593028
HKD 8.741904
HNL 29.953096
HRK 7.542658
HTG 146.008145
HUF 365.612787
IDR 20238.896448
ILS 3.494555
IMP 0.833098
INR 105.772274
IQD 1689.365762
IRR 2081961.00374
ISK 135.932562
JEP 0.833098
JMD 177.08798
JOD 0.78997
JPY 175.282125
KES 144.802326
KGS 97.443437
KHR 4546.97514
KMF 491.403011
KPW 1002.863295
KRW 1487.101125
KWD 0.346746
KYD 0.928689
KZT 505.286791
LAK 25091.541605
LBP 99795.596297
LKR 370.671056
LRD 189.438949
LSL 18.571576
LTL 3.290216
LVL 0.674024
LYD 7.163747
MAD 10.957337
MDL 19.948209
MGA 5040.804804
MKD 61.295748
MMK 2339.913791
MNT 4009.094653
MOP 9.00492
MRU 45.190059
MUR 52.683444
MVR 17.215966
MWK 1931.992623
MXN 20.956394
MYR 4.522134
MZN 71.214411
NAD 18.571576
NGN 1499.971671
NIO 41.009822
NOK 10.282129
NPR 169.216353
NZD 1.978738
OMR 0.428439
PAB 1.114571
PEN 3.857113
PGK 5.071459
PHP 70.96815
PKR 308.293823
PLN 4.39974
PYG 6528.723801
QAR 4.062361
RON 5.341251
RSD 117.562462
RUB 89.978711
RWF 1645.049131
SAR 4.1835
SBD 8.979199
SCR 15.320754
SDG 670.240715
SEK 10.973609
SGD 1.424684
SHP 0.833864
SLE 25.513028
SLL 23366.163523
SOS 636.855231
SRD 41.919129
STD 23063.607019
STN 24.387671
SVC 9.750782
SYP 14488.032001
SZL 18.566566
THB 37.615184
TJS 10.257793
TMT 3.900024
TND 3.332546
TOP 2.682949
TRY 55.655979
TTD 7.55596
TWD 36.335524
TZS 2943.102851
UAH 50.546411
UGX 4736.185255
USD 1.114293
UYU 44.803836
UZS 13366.494255
VES 988.912173
VND 28752.649038
VUV 132.843138
WST 3.090938
XAF 655.957
XAG 0.022485
XAU 0.000284845446
XCD 3.011432
XCG 2.008386
XDR 0.787863
XOF 655.957
XPF 119.331742
YER 263.196528
ZAR 18.600418
ZMK 10029.970717
ZMW 22.472392
ZWL 358.801762
SSP 6401.832785
MXV 2.3619

Chip Neuralink nel Cervello




Neuralink sta sviluppando una interfaccia cervello‑computer (BCI) totalmente impiantabile pensata per ristabilire l’autonomia di persone colpite da paralisi. Il cuore del sistema è l’impianto N1, un dispositivo di dimensioni paragonabili a una moneta che sostituisce una porzione di osso del cranio. All’interno contiene un chip custom e una batteria ricaricabile senza fili. Dal perimetro del disco partono 64 fili flessibili più sottili di un capello, ciascuno con 1 024 elettrodi che registrano l’attività elettrica dei neuroni. La batteria e i circuiti sono sigillati ermeticamente; la ricarica avviene mediante un caricatore ad induzione posizionato esternamente.

Queste sonde ultrasottili vengono inserite nel cervello con il supporto del robot chirurgico R1. Il robot utilizza telecamere ad alta definizione e un sistema di tomografia a coerenza ottica per mappare i vasi sanguigni della corteccia e inserire i fili con precisione micrometrica, evitando di danneggiare i tessuti. Una volta posizionati nelle aree motorie della corteccia, gli elettrodi catturano i potenziali d’azione dei neuroni, li amplificano e li inviano al chip, dove vengono codificati in dati digitali. La trasmissione avviene in modalità wireless tramite Bluetooth a un computer o a uno smartphone.

Come funziona la decodifica del pensiero
L’interfaccia interpreta i pattern di attivazione associati al movimento. Quando una persona pensa di muovere un arto, neuroni specifici aumentano la frequenza di scarica; il software applica algoritmi di neural decoding per trasformare queste fluttuazioni elettriche in comandi digitali. In questo modo l’utente può muovere un cursore, cliccare, digitare testo o controllare dispositivi domestici usando soltanto l’intenzione. La stessa tecnologia può, in teoria, restituire la sensibilità o stimolare il cervello attraverso feedback elettrici, creando un canale bidirezionale tra mente e macchina.

La sperimentazione clinica e i primi risultati
La prima sperimentazione su esseri umani è iniziata nel gennaio 2024, quando un uomo quadriplegico ha ricevuto l’impianto N1 nella corteccia motoria. Dopo l’intervento ha potuto controllare un cursore al solo pensiero e successivamente ha iniziato a giocare a scacchi e a videogiochi, navigare in rete e seguire corsi online. Nei mesi successivi un secondo volontario con lesione spinale e un terzo paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) hanno ricevuto l’impianto. Quest’ultimo, che prima comunicava solo con il tracciamento oculare, ora riesce a scrivere e a parlare con maggiore fluidità grazie alla BCI. Insieme, i partecipanti hanno accumulato migliaia di ore di utilizzo indipendente, arrivando a trascorrere oltre sei ore al giorno collegati al sistema, segnando un progresso rispetto alle prime sessioni assistite.

Entro settembre 2025, Neuralink aveva comunicato che dodici persone con paralisi grave avevano ricevuto l’impianto e lo utilizzavano per controllare strumenti digitali e fisici. Il dispositivo ha evidenziato alcuni problemi tecnici: in un caso, alcuni fili si sono ritirati dal tessuto cerebrale, riducendo il numero di elettrodi attivi e richiedendo aggiornamenti software. Tuttavia gli ingegneri sono riusciti a compensare queste perdite attraverso algoritmi di calibrazione.

Verso la produzione di massa
A fine 2025 Elon Musk ha annunciato l’intenzione di avviare una produzione su larga scala dei dispositivi entro il 2026, affiancata da una procedura chirurgica quasi totalmente automatizzata. La società sta lavorando a una tecnica che consente ai fili di attraversare la dura madre senza rimuoverla, riducendo i tempi operatori e i rischi di infezione. Nei piani aziendali lo stesso robot R1 evolverà per impiantare dispositivi in serie con minore intervento umano.

Nel giugno 2025 Neuralink ha raccolto 650 milioni di dollari in un round di finanziamento, destinati ad ampliare l’accesso al chip e a sostenere le sperimentazioni. Oltre all’impianto N1 per il controllo motorio, l’azienda sta sviluppando progetti per ripristinare la vista attraverso una matrice di microelettrodi nella corteccia visiva, e per trattare disturbi psichiatrici come depressione e ansia con stimolazioni mirate.

Concorrenti e contesto di mercato
Neuralink non è l’unica azienda ad operare nel campo delle BCI. Società come Synchron, Blackrock Neurotech e Paradromics stanno sperimentando dispositivi alternativi. Synchron utilizza un dispositivo endovascolare che viene introdotto dalla vena giugulare e posizionato nei vasi sanguigni del cervello; trasmette i segnali a un ricevitore nel torace e permette ai pazienti di digitare e controllare dispositivi con pensiero. Blackrock Neurotech lavora su matrici intracorticali testate da oltre un decennio, mentre Paradromics sviluppa microaghi per decodificare segnali nella corteccia temporale. La concorrenza stimola innovazione ma evidenzia anche i diversi approcci tra impianti invasivi e soluzioni meno invasive.

Opportunità e rischi etici
Le potenzialità delle interfacce cervello‑computer sono enormi: potrebbero restaurare funzioni motorie, consentire la comunicazione a chi ha perso la voce e persino migliorare la memoria e l’apprendimento. Tuttavia i rischi non sono trascurabili. L’impianto richiede un intervento chirurgico con possibilità di infezioni o danni ai tessuti; la durata delle sonde e dell’elettronica nel tempo è ancora incerta. Inoltre, poiché il sistema registra segnali neurali ad alta definizione, sorgono preoccupazioni per la privacy: chi possiede i dati neurali e come verranno utilizzati? Ricercatori e bioeticisti sottolineano che l’accesso ai pensieri e alle intenzioni potrebbe esporre informazioni intime e rendere necessarie normative rigorose.

Un’ulteriore area di discussione riguarda la disuguaglianza nell’accesso: dispositivi costosi potrebbero essere disponibili solo per una ristretta élite, accentuando il divario tra chi può permettersi tecnologie avanzate e chi no. Infine, le dichiarazioni futuristiche di Musk su una futura simbiosi uomo‑intelligenza artificiale alimentano timori di transumanesimo e di un’erosione dell’identità umana, per quanto l’uso attuale del sistema sia focalizzato su applicazioni mediche.

Prospettive future
Neuralink promette di cambiare radicalmente l’approccio alla riabilitazione neurologica. I primi risultati dimostrano che i chip possono restituire autonomia a persone con paralisi, anche se permangono sfide tecniche e normative. Il passaggio alla produzione di massa nel 2026 e l’automazione dell’impianto potrebbero ridurre costi e rischi, rendendo la tecnologia più accessibile. Parallelamente, lo sviluppo di nuovi modelli per ripristinare la vista o trattare disturbi psichiatrici amplia il campo delle applicazioni.

Il successo di Neuralink dipenderà dalla sicurezza a lungo termine, dall’affidabilità del sistema, dalla protezione dei dati neurali e dalla capacità di rispondere alle preoccupazioni etiche. Se questi aspetti saranno gestiti con trasparenza e rigore scientifico, le interfacce cervello‑computer potrebbero inaugurare una nuova era di integrazione tra cervello e tecnologia, con benefici tangibili per milioni di persone.