The Japan Times - OVO dietro il Sipario

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OVO dietro il Sipario




OVO è uno spettacolo nato dall’immaginazione del Cirque du Soleil per raccontare una storia d’amore fra un insetto goffo e una coccinella radiosa. Il titolo, che in portoghese significa “uovo”, allude al ciclo della vita e alla continuità di un microcosmo in movimento. A teatro prende forma un mondo abitato da formiche acrobate che fanno giocoleria con i piedi, grilli che saltano su trampolini, ragni e farfalle che volano sospesi nell’aria; tutto è avvolto in un ambiente colorato e musicale in cui oltre cinquanta artisti danno vita a una comunità di insetti.

Una città itinerante
Per montare OVO non basta un semplice palcoscenico: serve una piccola città ambulante. L’arrivo della compagnia in una nuova città mobilita 21 camion pieni di equipaggiamento e quasi 100 persone tra artisti e tecnici di 25 nazionalità diverse. In poche ore viene montato un palco che comprende una palestra portatile, lavanderia, cucina e aree di riposo. La struttura si monta in 8–12 ore e si smonta in meno di quattro; ogni pezzo è numerato per essere rimesso al posto giusto prima di risalire sui camion. Questa logistica permette di spostarsi in tutto il mondo, adattandosi a palasport e arene di dimensioni diverse.

Costumi e scenografie
Dietro le quinte i costumi sono protagonisti quanto gli artisti. Ogni abito è progettato e cucito su misura nell’atelier centrale della compagnia e richiede in media 75 ore di lavoro. Ci sono oltre mille costumi – più versioni per lo stesso personaggio per gli atti acrobatici e per le scene di gruppo – e cinque tecnici seguono la tournée per ispezionare, riparare e lavare ogni indumento dopo lo spettacolo. Le creazioni della designer Liz Vandal si ispirano a supereroi futuristici e corazze: pieghe e texture evocano esoscheletri senza copiarli, mentre la scenografia utilizza materiali flessibili e sicuri per creare tane, nidi e grotte che ricordano un alveare. La troupe utilizza ogni anno circa 6,5 km di tessuti, l’80% dei quali tinti internamente, e trasporta lavatrici e asciugatrici per gestire fino a 60 carichi di bucato al giorno.

Gli atleti dietro agli insetti
Molti interpreti sono ex atleti professionisti o olimpici; tra di loro c’è chi proviene dalla ginnastica artistica o dal salto con l’asta. La giornata comincia con allenamenti di cardio, forza e flessibilità, seguiti da prove di sicurezza e sincronizzazione. Prima di ogni replica si svolgono rigorosi riscaldamenti e verifiche di attrezzature. La disciplina è quella degli sport d’alta performance: alcuni artisti eseguono numeri impegnativi nove volte a settimana, mantenendo concentrazione fisica e mentale.

Musica, luce e tecnologia
La colonna sonora è eseguita dal vivo da una band di sette musicisti nascosta dietro un velo che consente agli spettatori di immergersi nella storia senza distrazioni. Per sincronizzare acrobati e orchestra viene usato un sistema di “click track” che bilancia il suono in tempo reale. L’illuminazione crea ambienti luminosi e ombrosi che richiamano sottoboschi e tane; tutto è controllato digitalmente per adattarsi a spostamenti e variazioni di scena. La fusione di musica e luce rende ogni atto un’esperienza immersiva che molti spettatori ricordano come un sogno a occhi aperti.

La comunità itinerante
La tournée è una vera famiglia itinerante. Con 25 nazionalità rappresentate e almeno 15 lingue parlate, la lingua franca è l’inglese ma la condivisione di culture e tradizioni è parte integrante della vita quotidiana. Nella “città” del circo c’è una mensa gestita da chef che cucinano piatti internazionali, un team medico con fisioterapisti e nutrizionisti e una sala giochi per i figli degli artisti. Ogni sera, dopo lo spettacolo, la stessa squadra smonta, carica e riparte; il ritmo è intenso ma crea legami profondi. Come raccontano i performer, l’esperienza non è solo lavoro ma una storia umana di solidarietà e passione.

L’esperienza del pubblico
Il pubblico vive OVO come un circo contemporaneo senza animali. Molti spettatori apprezzano che l’attenzione sia tutta per gli artisti e le loro abilità, mentre il rispetto per gli animali rimane al centro. C’è curiosità per la complessità logistica e stupore per l’energia che sprigiona dalla sincronia fra musica, luci e movimenti acrobatici. Qualcuno nota che i biglietti sono cari, ma quasi tutti raccontano che la spesa è giustificata dall’esperienza unica e dalla qualità dello show. L’entusiasmo per un circo che rinnova la tradizione, combinando teatro, danza e spettacolo atletico, rimane una costante.

Conclusione
Costruire un circo come OVO significa creare un microcosmo in cui artisti, tecnici, costumi e scenografie si fondono in perfetta armonia. La macchina organizzativa – dai camion ai costumi, dagli allenamenti all’orchestra – è così complessa da sembrare un organismo vivente. Per chi ha la fortuna di assistervi, OVO non è solo un spettacolo: è un viaggio nel cuore di un circo moderno che celebra la vita, la diversità e l’arte del movimento.