The Japan Times - 'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio

EUR -
AED 4.115293
AFN 71.716802
ALL 91.011256
AMD 403.562021
ANG 2.005577
AOA 1028.68237
ARS 1713.195177
AUD 1.594208
AWG 2.019825
AZN 1.909415
BAM 1.957737
BBD 2.257204
BDT 139.127639
BGN 1.958565
BHD 0.423134
BIF 3363.247326
BMD 1.120569
BND 1.431761
BOB 13.588807
BRL 6.094441
BSD 1.120744
BTN 106.356015
BWP 15.483871
BYN 3.301269
BYR 21963.14421
BZD 2.25391
CAD 1.566051
CDF 2594.116673
CHF 0.923171
CLF 0.028178
CLP 1112.6354
CNY 7.464224
CNH 7.454829
COP 3607.569699
CRC 509.620086
CUC 1.120569
CUP 26.895608
CVE 110.373701
CZK 24.44637
DJF 199.147889
DKK 7.504901
DOP 67.929628
DZD 152.176216
EGP 62.45874
ERN 16.808529
ETB 180.928952
FJD 2.514224
FKP 0.83779
GBP 0.836432
GEL 2.917805
GGP 0.83779
GHS 13.056266
GIP 0.83779
GMD 82.922473
GNF 9918.812714
GTQ 8.567476
GYD 234.908685
HKD 8.792262
HNL 30.1218
HRK 7.58514
HTG 146.830501
HUF 367.479695
IDR 20320.110526
ILS 3.523696
IMP 0.83779
INR 106.361573
IQD 1698.880708
IRR 2093687.147765
ISK 136.519303
JEP 0.83779
JMD 178.085386
JOD 0.794527
JPY 176.579628
KES 145.528673
KGS 97.99227
KHR 4572.584882
KMF 494.171137
KPW 1008.51168
KRW 1494.188988
KWD 0.348688
KYD 0.93392
KZT 508.132697
LAK 25232.86367
LBP 100357.670957
LKR 372.758771
LRD 190.505918
LSL 18.676176
LTL 3.308748
LVL 0.677821
LYD 7.204095
MAD 11.019052
MDL 20.060562
MGA 5069.195923
MKD 61.640982
MMK 2353.092792
MNT 4031.674913
MOP 9.055638
MRU 45.444581
MUR 52.980907
MVR 17.313208
MWK 1942.874107
MXN 21.05179
MYR 4.547496
MZN 71.615961
NAD 18.676176
NGN 1508.812401
NIO 41.2408
NOK 10.31876
NPR 170.169424
NZD 1.98612
OMR 0.430765
PAB 1.120849
PEN 3.878837
PGK 5.100023
PHP 71.4525
PKR 310.030214
PLN 4.423165
PYG 6565.495266
QAR 4.085242
RON 5.358787
RSD 117.944123
RUB 89.982772
RWF 1654.314474
SAR 4.207062
SBD 9.029773
SCR 15.41855
SDG 674.026121
SEK 11.010935
SGD 1.432875
SHP 0.838561
SLE 25.665129
SLL 23497.767811
SOS 640.442165
SRD 42.155234
STD 23193.507231
STN 24.525029
SVC 9.805701
SYP 14569.632352
SZL 18.671138
THB 37.785986
TJS 10.315567
TMT 3.92199
TND 3.351315
TOP 2.69806
TRY 55.955484
TTD 7.598517
TWD 36.55452
TZS 2959.64354
UAH 50.831102
UGX 4762.860677
USD 1.120569
UYU 45.056183
UZS 13441.777814
VES 994.481985
VND 28914.591409
VUV 133.591345
WST 3.108346
XAF 655.957
XAG 0.022814
XAU 0.000289139815
XCD 3.028393
XCG 2.019698
XDR 0.7923
XOF 655.957
XPF 119.331742
YER 264.68232
ZAR 18.744249
ZMK 10086.465938
ZMW 22.598962
ZWL 360.822626
SSP 6437.889567
MXV 2.372651
'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio
'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio

'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio

Nuovo film sullo zar di Facebook/Meta, glaciale e dispotico nel ritratto di Strong

Dimensione del testo:

(di Francesca Pierleoni) Facebook "non è l'arbitro ma la piazza pubblica". E' una delle frasi più significative pronunciate da un glaciale Mark Zuckerberg (interpretato da Jeremy Strong), in The social: il prezzo della verità di Aaron Sorkin, con Mikey Madison, Jeremy Allen White, Wunmi Mosaku, Betty Gilpin, Billy Magnussen, Bill Burr. E 'il nuovo ritratto, più che mai attuale, in arrivo nei cinema l'8 ottobre distribuito da Eagle Pictures, del miliardario tech e della strada intrapresa nel gestire l'universo online, con conseguenze globali sempre più pesanti, vista la diffusione in rete sistematica di fake news, deepfake, odio, propaganda politica, complottismo, disinformazione, razzismo, bullismo, abusi, violenza in ogni forma. Un panorama cupo al quale il cinema quest'anno risponde guardando senza sconti anche ad altri due zar del web (e non solo), il documentario Musk di Alex Gibney, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, e Artificial di Luca Guadagnino, su Sam Altman e Open AI, che ha appena debuttato al New York Film Festival, ottenendo il plauso della critica. Sorkin, già autore della sceneggiatura, premiata con l'Oscar, del film di David Fincher The social network (2010), sulla nascita di Facebook, punta stavolta l'obiettivo sullo scandalo mondiale dei Facebook Files, che ha investito la piattaforma social (poi ribattezzata Meta) nel 2021. "Nel 2010 Facebook contava 500 milioni di membri - ha spiegato il regista e sceneggiatore -. Oggi, invece, ne ha 2,9 miliardi. È diventato qualcosa di radicalmente diverso. Oltre due terzi degli americani si informano tramite Facebook. Il problema è che gran parte di ciò che diffonde è semplicemente falso. Facebook sta riversando disinformazione di massa, cose che ti indignano e ti fanno arrabbiare, in modo che tu continui a ricondividerle". A rivelare il meccanismo di come ciò sia stato possibile, è stata proprio l'inchiesta 'Facebook Files', realizzata dal reporter del Wall Street Journal, Jeff Horwitz (qui con il volto di Jeremy Allen White) basata sulle rivelazioni e i documenti diffusi da un'informatrice, la giovane ingegnera informatica, master a Harvard, Frances Haugen (Madison), assunta da Facebook proprio per monitorare con il team interno per l'Integrità civica (poi eliminato) la diffusione dell'odio e la violenza sul social. Nei dati si evidenziavano le conseguenze della scelta operata da Facebook nel 2018, per aumentare le interazioni degli utenti, di adottare un nuovo algoritmo basato sulle Msi (Meaningful Social Interactions cioè interazioni sociali significative) che non indirizzava più il traffico in base ai like, ma al massimo coinvolgimento degli iscritti. Da lì sono apparsi sempre più contenuti volti a suscitare le reazioni più intense, in particolare legati alla rabbia, la violenza, l'odio, la disinformazione. Una polarizzazione estrema che Zuckerberg si sarebbe rifiutato di fermare per non perdere profitti e iscritti, nonostante i vari campanelli d'allarme. Il film, nel quale la potenza del tema e della scrittura, non è sempre accompagnata da uno sguardo registico altrettanto stimolante, segue il percorso umano di Frances Haugen (tratteggiata da Madison in modo coiunvolgente e sfaccettato), che credeva fermamente nel suo lavoro a Facebook, andando in crisi però dopo aver scoperto che una conoscente, anni prima aperta e idealista, si fosse radicalizzata sul social sempre di più fino a diventare una lunatica razzista e complottista. Il grosso punto interrogativo nel casting era Jeremy Strong, che ha ereditato il ruolo di Zuckerberg da Jesse Eisenberg, dopo che l'attore, interprete del personaggio in the Social network aveva rifiutato di riprenderlo. Rispetto allo Zuckerberg iperattivo, nevrotico e affabulatore di Eisenberg, quello di Strong, con tanto di improbabili capelli biondi, perde i tratti più giovanilistici per mostrarsi come una sorta di imperatore dispotico, dissociato dagli altri fino a quasi sembrare un alieno, che appare scosso solo nel serrato confronto con l'ex amico Charlie (Bill Burr), diventato uno dei suoi spietati critici. Un ritratto, quello di Strong, che pare andare oltre l'uomo per diventare il riflesso agghiacciante di un sistema nel quale nonostante gli scandali e le momentanee frenate, sembrano continuare a prevalere le convenienze economiche e politiche, amplificate dal legame tra i miliardari tech e l'amministrazione Trump.

'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio'The social', Zuckerberg e la sua 'pubblica piazza' piena d'odio

K.Hashimoto--JT