Ocse, il 7,6% degli italiani rinuncia alle cure per le liste d'attesa
Visite iniziali ed esami diagnostici rappresentano il 60% degli ostacoli all'accesso
Le lunghe liste d'attesa rappresentano il principale ostacolo nel sistema sanitario italiano, causando nel 2023 la rinuncia alle cure mediche necessarie da parte del 7,6% della popolazione. A ciò si aggiunge la bassa copertura pubblica per le prestazioni ambulatoriali e odontoiatriche, che spesso spinge i pazienti a pagare di tasca propria per accedere più rapidamente ai fornitori privati. Ciò crea una forte disuguaglianza: nel 2024, gli adulti a rischio di povertà erano oltre 2,5 volte più propensi a segnalare bisogni sanitari insoddisfatti rispetto alla popolazione generale. Lo rileva il report dell'Ocse 'Profilo della Sanità 2025: Italia' presentato oggi al Cnel. L'eccessiva lunghezza delle liste d'attesa ha interessato 2,7 milioni di persone, quasi il doppio rispetto agli 1,5 milioni registrati nel 2019, a indicare come la pandemia abbia acuito un problema di vecchia data. I ritardi si concentrano nei punti di accesso alle cure specialistiche: le visite iniziali e gli esami diagnostici hanno rappresentato oltre il 60% di tutti gli ostacoli all'accesso legati ai tempi di attesa, superando di gran lunga i problemi relativi alle fasi successive del trattamento. Per combattere i tempi di attesa sempre più lunghi, l'Italia ha lanciato il Piano nazionale per la gestione delle liste d'attesa.
Y.Hara--JT