The Japan Times - Chip Neuralink nel Cervello

EUR -
AED 4.098593
AFN 71.425776
ALL 90.641933
AMD 401.92437
ANG 1.997438
AOA 1024.507986
ARS 1713.276213
AUD 1.587859
AWG 2.011628
AZN 1.901667
BAM 1.949792
BBD 2.248044
BDT 138.563061
BGN 1.950617
BHD 0.421417
BIF 3349.5993
BMD 1.116021
BND 1.425951
BOB 13.533664
BRL 6.070937
BSD 1.116196
BTN 105.924423
BWP 15.421038
BYN 3.287873
BYR 21874.017971
BZD 2.244764
CAD 1.559696
CDF 2583.589771
CHF 0.919829
CLF 0.028064
CLP 1108.120336
CNY 7.433934
CNH 7.424962
COP 3592.930214
CRC 507.552053
CUC 1.116021
CUP 26.786466
CVE 109.925805
CZK 24.347166
DJF 198.339749
DKK 7.474892
DOP 67.65397
DZD 151.559089
EGP 62.483993
ERN 16.74032
ETB 180.194744
FJD 2.504022
FKP 0.83439
GBP 0.833349
GEL 2.905964
GGP 0.83439
GHS 13.003284
GIP 0.83439
GMD 82.585975
GNF 9878.562262
GTQ 8.532709
GYD 233.955428
HKD 8.756583
HNL 29.999566
HRK 7.55436
HTG 146.234664
HUF 365.988466
IDR 20237.651703
ILS 3.509396
IMP 0.83439
INR 105.929959
IQD 1691.986666
IRR 2085190.984464
ISK 135.965309
JEP 0.83439
JMD 177.362717
JOD 0.791303
JPY 175.935226
KES 144.938119
KGS 97.594619
KHR 4554.029374
KMF 492.165795
KPW 1004.419149
KRW 1488.125583
KWD 0.347273
KYD 0.93013
KZT 506.070699
LAK 25130.46894
LBP 99950.420445
LKR 371.24612
LRD 189.732847
LSL 18.600389
LTL 3.295321
LVL 0.675071
LYD 7.174861
MAD 10.974337
MDL 19.979156
MGA 5048.625172
MKD 61.390843
MMK 2343.543963
MNT 4015.314413
MOP 9.01889
MRU 45.260167
MUR 52.765911
MVR 17.242952
MWK 1934.989941
MXN 20.966362
MYR 4.529042
MZN 71.325344
NAD 18.600389
NGN 1502.689654
NIO 41.073445
NOK 10.276887
NPR 169.478878
NZD 1.981924
OMR 0.428888
PAB 1.1163
PEN 3.863097
PGK 5.079327
PHP 71.162546
PKR 308.772114
PLN 4.405216
PYG 6538.852546
QAR 4.068664
RON 5.337042
RSD 117.488072
RUB 90.019153
RWF 1647.601281
SAR 4.18999
SBD 8.99313
SCR 15.350293
SDG 671.290929
SEK 10.966253
SGD 1.426614
SHP 0.835158
SLE 25.56098
SLL 23402.414084
SOS 637.843256
SRD 41.984169
STD 23099.388191
STN 24.425506
SVC 9.765909
SYP 14510.508917
SZL 18.595371
THB 37.677292
TJS 10.273707
TMT 3.906075
TND 3.337716
TOP 2.687111
TRY 55.728194
TTD 7.567683
TWD 36.406294
TZS 2947.633334
UAH 50.62483
UGX 4743.533032
USD 1.116021
UYU 44.873345
UZS 13387.231203
VES 990.446387
VND 28797.256261
VUV 133.049232
WST 3.095733
XAF 655.957
XAG 0.022721
XAU 0.000287966488
XCD 3.016104
XCG 2.011502
XDR 0.789085
XOF 655.957
XPF 119.331742
YER 263.608242
ZAR 18.668185
ZMK 10045.535151
ZMW 22.507256
ZWL 359.358411
SSP 6411.76467
MXV 2.363023

Chip Neuralink nel Cervello




Neuralink sta sviluppando una interfaccia cervello‑computer (BCI) totalmente impiantabile pensata per ristabilire l’autonomia di persone colpite da paralisi. Il cuore del sistema è l’impianto N1, un dispositivo di dimensioni paragonabili a una moneta che sostituisce una porzione di osso del cranio. All’interno contiene un chip custom e una batteria ricaricabile senza fili. Dal perimetro del disco partono 64 fili flessibili più sottili di un capello, ciascuno con 1 024 elettrodi che registrano l’attività elettrica dei neuroni. La batteria e i circuiti sono sigillati ermeticamente; la ricarica avviene mediante un caricatore ad induzione posizionato esternamente.

Queste sonde ultrasottili vengono inserite nel cervello con il supporto del robot chirurgico R1. Il robot utilizza telecamere ad alta definizione e un sistema di tomografia a coerenza ottica per mappare i vasi sanguigni della corteccia e inserire i fili con precisione micrometrica, evitando di danneggiare i tessuti. Una volta posizionati nelle aree motorie della corteccia, gli elettrodi catturano i potenziali d’azione dei neuroni, li amplificano e li inviano al chip, dove vengono codificati in dati digitali. La trasmissione avviene in modalità wireless tramite Bluetooth a un computer o a uno smartphone.

Come funziona la decodifica del pensiero
L’interfaccia interpreta i pattern di attivazione associati al movimento. Quando una persona pensa di muovere un arto, neuroni specifici aumentano la frequenza di scarica; il software applica algoritmi di neural decoding per trasformare queste fluttuazioni elettriche in comandi digitali. In questo modo l’utente può muovere un cursore, cliccare, digitare testo o controllare dispositivi domestici usando soltanto l’intenzione. La stessa tecnologia può, in teoria, restituire la sensibilità o stimolare il cervello attraverso feedback elettrici, creando un canale bidirezionale tra mente e macchina.

La sperimentazione clinica e i primi risultati
La prima sperimentazione su esseri umani è iniziata nel gennaio 2024, quando un uomo quadriplegico ha ricevuto l’impianto N1 nella corteccia motoria. Dopo l’intervento ha potuto controllare un cursore al solo pensiero e successivamente ha iniziato a giocare a scacchi e a videogiochi, navigare in rete e seguire corsi online. Nei mesi successivi un secondo volontario con lesione spinale e un terzo paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) hanno ricevuto l’impianto. Quest’ultimo, che prima comunicava solo con il tracciamento oculare, ora riesce a scrivere e a parlare con maggiore fluidità grazie alla BCI. Insieme, i partecipanti hanno accumulato migliaia di ore di utilizzo indipendente, arrivando a trascorrere oltre sei ore al giorno collegati al sistema, segnando un progresso rispetto alle prime sessioni assistite.

Entro settembre 2025, Neuralink aveva comunicato che dodici persone con paralisi grave avevano ricevuto l’impianto e lo utilizzavano per controllare strumenti digitali e fisici. Il dispositivo ha evidenziato alcuni problemi tecnici: in un caso, alcuni fili si sono ritirati dal tessuto cerebrale, riducendo il numero di elettrodi attivi e richiedendo aggiornamenti software. Tuttavia gli ingegneri sono riusciti a compensare queste perdite attraverso algoritmi di calibrazione.

Verso la produzione di massa
A fine 2025 Elon Musk ha annunciato l’intenzione di avviare una produzione su larga scala dei dispositivi entro il 2026, affiancata da una procedura chirurgica quasi totalmente automatizzata. La società sta lavorando a una tecnica che consente ai fili di attraversare la dura madre senza rimuoverla, riducendo i tempi operatori e i rischi di infezione. Nei piani aziendali lo stesso robot R1 evolverà per impiantare dispositivi in serie con minore intervento umano.

Nel giugno 2025 Neuralink ha raccolto 650 milioni di dollari in un round di finanziamento, destinati ad ampliare l’accesso al chip e a sostenere le sperimentazioni. Oltre all’impianto N1 per il controllo motorio, l’azienda sta sviluppando progetti per ripristinare la vista attraverso una matrice di microelettrodi nella corteccia visiva, e per trattare disturbi psichiatrici come depressione e ansia con stimolazioni mirate.

Concorrenti e contesto di mercato
Neuralink non è l’unica azienda ad operare nel campo delle BCI. Società come Synchron, Blackrock Neurotech e Paradromics stanno sperimentando dispositivi alternativi. Synchron utilizza un dispositivo endovascolare che viene introdotto dalla vena giugulare e posizionato nei vasi sanguigni del cervello; trasmette i segnali a un ricevitore nel torace e permette ai pazienti di digitare e controllare dispositivi con pensiero. Blackrock Neurotech lavora su matrici intracorticali testate da oltre un decennio, mentre Paradromics sviluppa microaghi per decodificare segnali nella corteccia temporale. La concorrenza stimola innovazione ma evidenzia anche i diversi approcci tra impianti invasivi e soluzioni meno invasive.

Opportunità e rischi etici
Le potenzialità delle interfacce cervello‑computer sono enormi: potrebbero restaurare funzioni motorie, consentire la comunicazione a chi ha perso la voce e persino migliorare la memoria e l’apprendimento. Tuttavia i rischi non sono trascurabili. L’impianto richiede un intervento chirurgico con possibilità di infezioni o danni ai tessuti; la durata delle sonde e dell’elettronica nel tempo è ancora incerta. Inoltre, poiché il sistema registra segnali neurali ad alta definizione, sorgono preoccupazioni per la privacy: chi possiede i dati neurali e come verranno utilizzati? Ricercatori e bioeticisti sottolineano che l’accesso ai pensieri e alle intenzioni potrebbe esporre informazioni intime e rendere necessarie normative rigorose.

Un’ulteriore area di discussione riguarda la disuguaglianza nell’accesso: dispositivi costosi potrebbero essere disponibili solo per una ristretta élite, accentuando il divario tra chi può permettersi tecnologie avanzate e chi no. Infine, le dichiarazioni futuristiche di Musk su una futura simbiosi uomo‑intelligenza artificiale alimentano timori di transumanesimo e di un’erosione dell’identità umana, per quanto l’uso attuale del sistema sia focalizzato su applicazioni mediche.

Prospettive future
Neuralink promette di cambiare radicalmente l’approccio alla riabilitazione neurologica. I primi risultati dimostrano che i chip possono restituire autonomia a persone con paralisi, anche se permangono sfide tecniche e normative. Il passaggio alla produzione di massa nel 2026 e l’automazione dell’impianto potrebbero ridurre costi e rischi, rendendo la tecnologia più accessibile. Parallelamente, lo sviluppo di nuovi modelli per ripristinare la vista o trattare disturbi psichiatrici amplia il campo delle applicazioni.

Il successo di Neuralink dipenderà dalla sicurezza a lungo termine, dall’affidabilità del sistema, dalla protezione dei dati neurali e dalla capacità di rispondere alle preoccupazioni etiche. Se questi aspetti saranno gestiti con trasparenza e rigore scientifico, le interfacce cervello‑computer potrebbero inaugurare una nuova era di integrazione tra cervello e tecnologia, con benefici tangibili per milioni di persone.