The Japan Times - Ricostruzione 3D biodigestori

EUR -
AED 4.23441
AFN 73.78001
ALL 95.972091
AMD 435.061986
ANG 2.063638
AOA 1057.133263
ARS 1613.6559
AUD 1.626664
AWG 2.075071
AZN 1.959576
BAM 1.955583
BBD 2.325261
BDT 141.664273
BGN 1.970521
BHD 0.435493
BIF 3425.019364
BMD 1.152817
BND 1.474134
BOB 7.977838
BRL 5.994994
BSD 1.154532
BTN 107.065399
BWP 15.656175
BYN 3.518865
BYR 22595.213576
BZD 2.321952
CAD 1.57895
CDF 2611.130732
CHF 0.908489
CLF 0.026585
CLP 1049.581788
CNY 7.939278
CNH 7.936379
COP 4275.994303
CRC 539.221428
CUC 1.152817
CUP 30.549651
CVE 111.996011
CZK 24.448655
DJF 205.584694
DKK 7.472318
DOP 69.226463
DZD 152.647334
EGP 60.209373
ERN 17.292255
ETB 180.992372
FJD 2.551702
FKP 0.863977
GBP 0.864486
GEL 3.124241
GGP 0.863977
GHS 12.571462
GIP 0.863977
GMD 85.308072
GNF 10121.733008
GTQ 8.843903
GYD 241.538519
HKD 9.033076
HNL 30.630252
HRK 7.540916
HTG 151.302703
HUF 391.247619
IDR 19548.664039
ILS 3.570101
IMP 0.863977
INR 107.00067
IQD 1510.190295
IRR 1514801.562767
ISK 143.407743
JEP 0.863977
JMD 181.279875
JOD 0.817338
JPY 183.737707
KES 149.117381
KGS 100.81357
KHR 4622.795773
KMF 492.253215
KPW 1037.510417
KRW 1729.453152
KWD 0.353227
KYD 0.962026
KZT 556.938847
LAK 24756.745398
LBP 103234.763588
LKR 359.50009
LRD 211.54533
LSL 19.239787
LTL 3.403969
LVL 0.697327
LYD 7.372226
MAD 10.79469
MDL 20.128369
MGA 4801.482673
MKD 61.707906
MMK 2421.034988
MNT 4116.826861
MOP 9.320478
MRU 46.233732
MUR 53.698391
MVR 17.811274
MWK 2002.443387
MXN 20.350927
MYR 4.515009
MZN 73.676522
NAD 19.240321
NGN 1562.724242
NIO 42.331846
NOK 11.019524
NPR 171.299096
NZD 1.970718
OMR 0.443297
PAB 1.154527
PEN 3.939749
PGK 4.957977
PHP 68.92686
PKR 321.924553
PLN 4.268709
PYG 7461.653836
QAR 4.200293
RON 5.093953
RSD 117.428276
RUB 96.672785
RWF 1681.960031
SAR 4.328589
SBD 9.274623
SCR 16.168059
SDG 692.843209
SEK 10.750368
SGD 1.474603
SHP 0.864911
SLE 28.362641
SLL 24174.008963
SOS 658.837266
SRD 43.086583
STD 23860.984769
STN 24.727925
SVC 10.101747
SYP 127.485146
SZL 19.240879
THB 37.614125
TJS 11.042508
TMT 4.046388
TND 3.380637
TOP 2.775706
TRY 50.97803
TTD 7.82586
TWD 36.797693
TZS 3001.624301
UAH 50.773484
UGX 4343.442456
USD 1.152817
UYU 46.754809
UZS 13992.323668
VES 516.240868
VND 30330.615775
VUV 137.868687
WST 3.15146
XAF 655.83868
XAG 0.014959
XAU 0.000236
XCD 3.115546
XCG 2.080697
XDR 0.814904
XOF 657.681111
XPF 119.331742
YER 275.00492
ZAR 19.35702
ZMK 10376.731922
ZMW 22.576612
ZWL 371.20661

Ricostruzione 3D biodigestori




Nel cuore dell’area archeologica del Foro di Nerva, la Torre dei Conti era da secoli una sentinella di pietra. Costruita verso l’858 da Pietro dei Conti di Anagni sui resti del Tempio della Pace e ampliata nel 1203 da papa Innocenzo III per la nobile famiglia dei Conti di Segni, la torre medievale raggiungeva originariamente una altezza di cinquanta‑sessanta metri. Rivestita di travertino e arricchita da decorazioni, fu più volte mutilata dai terremoti del XIV e XVII secolo e venne rinforzata dai pontefici con due possenti contrafforti. Nel Cinquecento perse il rivestimento lapideo, riutilizzato per la costruzione di Porta Pia, e all’inizio del XX secolo fu isolata dal tessuto urbano durante gli sventramenti per via Cavour e via dei Fori Imperiali. Con i suoi 29 metri attuali, è uno dei pochi esempi di case‑torri sopravvissuti nel centro storico. Per decenni, la torre ha ospitato archivi e uffici; dal 2006, dopo lo sgombero dei locali, rimaneva inagibile e priva di manutenzione.

Il progetto di restauro finanziato dal PNRR
Negli ultimi anni la Torre dei Conti era al centro di un importante intervento di recupero inserito nel programma “Caput Mundi” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il progetto, del valore di circa 6,9 milioni di euro, prevedeva la messa in sicurezza strutturale, la sostituzione degli impianti, l’installazione di un nuovo ascensore, la realizzazione di spazi museali, una sala conferenze e un centro servizi per l’area archeologica. Il primo lotto di lavori, del valore di circa 400 mila euro, avviato nel giugno 2023, comprendeva la bonifica dall’amianto e altre opere propedeutiche. Prima di aprire il cantiere erano state eseguite prove di carico, carotaggi e controlli statici che avevano giudicato la struttura idonea a sopportare l’intervento. L’intera opera avrebbe dovuto concludersi entro il 30 giugno 2026.

Il giorno del crollo e le fasi dell’emergenza
La mattina di lunedì 3 novembre 2025 si è consumata la tragedia. Intorno alle 11.20, mentre nove operai erano al lavoro nel cantiere, si è verificato un cedimento del contrafforte centrale sul lato sud della torre. Il crollo ha trascinato con sé parte del basamento, alcuni solai interni e la scala; la nuvola di polvere ha invaso largo Corrado Ricci. Quattro lavoratori sono riusciti a mettersi in salvo. Un secondo collasso, avvenuto verso le 13.00, ha complicato l’accesso ai soccorritori. Sul posto sono intervenuti più di cento vigili del fuoco con squadre Usar (Urban Search and Rescue), gru e dispositivi acustici per localizzare i dispersi. Uno dei pompieri ha riportato un’irritazione oculare a causa della polvere.

Il cantiere è stato evacuato e l’area circostante è stata transennata. I soccorritori hanno estratto vivi due operai con ferite lievi e un terzo, ferito gravemente, ricoverato all’ospedale San Giovanni. Octav Stroici, operaio romeno di 66 anni, era rimasto intrappolato sotto le macerie al primo piano. Per oltre undici ore vigili del fuoco, medici e volontari hanno lavorato per raggiungerlo, facendogli arrivare ossigeno e acqua attraverso un tubo e mantenendo il contatto vocale con lui. Quando finalmente è stato estratto, alle 22.39, la folla ha applaudito. Trasportato d’urgenza al Policlinico Umberto I, è deceduto poco dopo a causa delle gravi lesioni da schiacciamento. La moglie, presente durante le operazioni, è stata assistita dagli psicologi del Comune.

Indagini e possibili cause
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo a carico di ignoti. Gli investigatori hanno sequestrato tutta la documentazione relativa agli appalti, al progetto esecutivo e alle verifiche statiche. Una consulenza tecnica di novanta giorni è stata affidata a un collegio di ingegneri strutturisti per accertare se i lavori in corso fossero adeguati a un edificio così antico. Per monitorare eventuali ulteriori movimenti della struttura è stato installato un laser scanner. Nel frattempo, i carabinieri hanno ascoltato i titolari delle imprese edili (Edilerica Appalti e Picalarga srl) e gli operai sopravvissuti.
I magistrati valuteranno anche se la scossa sismica di magnitudo 3,3 registrata nei Castelli Romani la sera del 1° novembre, le infiltrazioni d’acqua o la vegetazione penetrata nelle crepe possano aver indebolito la muratura. La Sovrintendenza Capitolina ha precisato che il cantiere non era stato affidato al massimo ribasso e che erano state coinvolte imprese specializzate nel restauro monumentale. Rimane aperta la questione dell’assemblaggio delle impalcature interne, dell’eventuale rimozione di travature provvisorie e di possibili errori di progettazione o di coordinamento della sicurezza.

A scopo precauzionale sono state evacuate alcune famiglie di un edificio confinante con la torre. L’area dei Fori Imperiali rimane sotto sequestro e presidiata dalle forze dell’ordine. Intanto, l’autopsia ha confermato che Octav Stroici è morto per traumi da compressione, mentre le autorità invitano chiunque abbia filmato i momenti del primo crollo a consegnare i video per ricostruire con precisione la dinamica.

Reazioni istituzionali e solidarietà
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri si è recato sul posto già nelle prime ore dell’emergenza. Ha ringraziato pubblicamente vigili del fuoco, medici e volontari per l’impegno e ha sottolineato che la priorità era salvare la vita del lavoratore intrappolato. Il Campidoglio ha proclamato lutto cittadino per la giornata di mercoledì 5 novembre: le bandiere sugli edifici comunali sono state esposte a mezz’asta, sono state sospese le sedute del Consiglio regionale e rinviate alcune visite istituzionali. Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di una “tragedia che impone chiarezza e rigore” e ha garantito collaborazione totale alle indagini.

Il dramma ha suscitato dolore anche in Romania: l’ambasciatrice Gabriela Dancau ha deposto un mazzo di fiori sotto la torre in memoria di Stroici. Il Governo di Bucarest ha espresso cordoglio e ha annunciato il rimpatrio della salma. I funerali si svolgeranno nella sua città natale nella settimana successiva al crollo. A Roma, un’ondata di commozione ha unito istituzioni e cittadini: la sera del 4 novembre sindacati e associazioni hanno organizzato una fiaccolata silenziosa vicino al Colosseo. I partecipanti hanno marciato con croci bianche adornate da caschi da cantiere, chiedendo leggi più severe sulla sicurezza sul lavoro e l’applicazione rigorosa delle norme esistenti.

Prospettive future per la torre e la tutela del patrimonio
Il parziale crollo della Torre dei Conti ha riaperto il dibattito sulla fragilità dei monumenti di Roma e sulla sicurezza dei cantieri finanziati con fondi pubblici. La sovrintendenza conferma la volontà di salvare e restaurare la torre, ma ogni decisione dovrà attendere gli esiti delle perizie. Il progetto originario puntava a restituire alla città una struttura sicura e fruibile: un museo dedicato alla storia medievale dei Fori Imperiali, una sala studio e un belvedere sulla terrazza.

Il caso ha anche riportato l’attenzione sulla necessità di manutenzione ordinaria e monitoraggi periodici per i beni culturali, spesso trascurati fino a quando non emergono situazioni di emergenza. Molti esperti del settore ricordano che la tutela richiede investimenti programmati, personale qualificato e procedure rigorose, non soltanto finanziamenti straordinari. L’auspicio è che la tragedia spinga a un approccio più consapevole nella gestione del patrimonio: non scelte frettolose o demolizioni, bensì interventi rispettosi e scientificamente fondati, in grado di preservare la memoria storica e di garantire la sicurezza dei lavoratori.

La memoria di Octav Stroici
La morte di Octav Stroici ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Nato a Suceava, in Romania, si era trasferito a Roma per lavorare nell’edilizia e avrebbe dovuto andare in pensione l’anno successivo. I colleghi della Fenealuil lo ricordano come un lavoratore esperto, attento ai corsi di aggiornamento sulla sicurezza e impegnato nel sindacato. I sindacati chiedono che la sua storia non venga dimenticata e propongono di dedicargli uno degli spazi del futuro centro culturale.

Nel frattempo, la città attende che giustizia faccia il suo corso. La Torre dei Conti continua a dominare i Fori Imperiali con la sua silhouette mutilata, monito della fragilità del nostro patrimonio e del prezzo pagato da chi lo custodisce. La speranza è che, dopo l’accertamento delle responsabilità, il monumento possa essere ricostruito, consolidato e riaperto al pubblico, trasformando il dolore in nuova consapevolezza e in un impegno più forte per la tutela dei luoghi della memoria.