The Japan Times - Occhipinti, 'fondamentale che ai festival arrivino anche tragedie come Gaza'

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Occhipinti, 'fondamentale che ai festival arrivino anche tragedie come Gaza'
Occhipinti, 'fondamentale che ai festival arrivino anche tragedie come Gaza'

Occhipinti, 'fondamentale che ai festival arrivino anche tragedie come Gaza'

E' di Lucky red il Leone d'oro Women Unknown, 'mancati premi all'Italia?Troppo Allarmismo'

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(dell'inviata Francesca Pierleoni) Il Leone d'oro a Woman Unknown di May El Toukhy nel 2026 (al film è andata anche la Coppa Volpi per la protagonista, Mathilde Arcel) e quello a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch nel 2025: è la doppietta della Lucky Red, che per il secondo anno consecutivo, conquista alla Mostra del Cinema di Venezia il massimo premio, per un film del proprio listino di distribuzione. "Woman Unknown è un film bellissimo, con una protagonista femminile bravissima in un personaggio molto ambiguo - spiega all'ANSA dal Toronto Film Festival, Andrea Occhipinti, fondatore e ad della società di produzione e distribuzione commentando questo successo, arrivato proprio nel giorno del suo compleanno -. Il film parla di come questa donna a pari colpe o a pari responsabilità, diventi un capo espiatorio degli uomini e paghi questo sistema anche sul proprio corpo". C'è nella storia "un messaggio fortissimo e di grande attualità". Un Leone conquistato nell'anno in cui c'erano solo due cineaste (l'altra era Rachel Szor, coregista di Naza) nel concorso internazionale: "Soprattutto a livello di produzioni, si continuano a dare meno opportunità alle donne - dice -. Forse come industria dovremmo tutti fare una valutazione, aprire un po' gli occhi su quello che succede, su questa disparità, anche dal punto di vista dei compensi, che è assolutamente ingiustificata". Ad arricchire il dibattito sull'ultima edizione della Mostra, è appena arrivata una nuova polemica alimentata da Matteo Salvini, secondo il quale al Festival a Venezia "'c'erano Propal ovunque'": "Penso una responsabilità fondamentale dei festival, sia aprire delle finestre su quello che succede intorno a noi. Non possiamo non vedere, nel caso specifico, quello che sta succedendo a Gaza e nel West Bank, in Cisgiordania - osserva -. Li' c'è veramente l'estirpazione di una popolazione, una tragedia in atto di cui non parliamo e di cui così siamo in qualche modo complici, anche perché i nostri Stati non sono abbastanza critici nei confronti di quello che sta facendo Israele e con la complicità degli Stati Uniti. E' fondamentale che i festival accolgano dei documentari, dei film che parlano di queste tragedie e di quello che succede nel mondo". Rispetto ai cinque film italiani in gara per il Leone, rimasti senza premi, Occhipinti ricorda che molti dei successi di Lucky Red degli ultimi due anni "vengono da film italiani. Penso a Vermiglio di Maura Delpero, La Grande ambizione di Segre o a Sossai con Le città di pianura. Film fatti con Rai Cinema che hanno avuto successo in sala e hanno partecipato a festival ottenendo anche premi. Sono realizzati da una nuova generazione, che sta arrivando. Le dinamiche delle giurie sono sempre difficili da leggere - osserva -. Però mi sembra sempre un po' eccessivo dire che questo sia un un disastro per il cinema italiano" sottolinea citando i due permi per I figli della Scimmia ad Orizzonti. "Mi sembra ci sia troppo allarmismo. Certo è importante riflettere su quello che si fa, su quello che funziona, su dare voce e credito anche a nuova tipologia di cinema. Forse in Italia, se posso fare una critica, facciamo un cinema troppo classico, troppo standardizzato in certi canoni. Spesso dall'estero vediamo film che osano di più, che vanno in direzioni completamente inaspettate, cose che in Italia succede molto meno e questo dipende molto, secondo me, dagli stakeholders, cioè da quelli che poi commissionano i film. Bisognerebbe osare un po' di più". Lucky Red viene da due anni in cui ha messo a segno anche la vittoria a Cannes nel 2025 con Un semplice incidente , a Berlino 2026 con Yellow Letters, ha sbancato ai David di Donatello con Le città di pianura e ha ottenuto l'Oscar al miglior film internazionale con Sentimental value. C'è un segreto nello scegliere il film su cui puntare? "Da 40 anni proponiamo il meglio del cinema italiano e mondiale e spesso le nostre scelte sono fatte di scoperte, di film di registi ancora sconosciuti, opere prime, opere seconde che poi si affermano, che poi diventano conosciute e così via - riflette -. Conta l'esperienza, l'occhio, il gusto personale, e una sensibilità a un cinema che abbia qualcosa da raccontare, che sia rilevante, che ci riguardi oggi".

M.Saito--JT