The Japan Times - Dalla Corea alla Thailandia, torna il festival del cinema asiatico in Italia

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Dalla Corea alla Thailandia, torna il festival del cinema asiatico in Italia
Dalla Corea alla Thailandia, torna il festival del cinema asiatico in Italia

Dalla Corea alla Thailandia, torna il festival del cinema asiatico in Italia

A Roma dal 7 al 15 aprile. Apre Shu Qi col film presentato a Venezia e vincitore a Busan

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Non solo la Corea del Sud, che stabilisce il suo record con ben otto titoli in programma, ma tante attese novità che arrivano, ad esempio, dalla Thailandia e un'apertura di primo piano con il film d'esordio dell'attrice, regista e modella taiwanese Shu Qi, Girl, presentato in concorso all'ultima Biennale di Venezia e Miglior Regia al festival di Busan . Dal 7 al 15 aprile torna a Roma, al Cinema Farnese di Campo dei Fiori, il festival che porta l'anima del cinema asiatico in Italia: l'Asian Film Festival è infatti un appuntamento storico che da oltre vent'anni esplora nella Capitale il meglio del cinema dell'Estremo Oriente. Consolidandosi come un punto di riferimento in Italia per il cinema asiatico contemporaneo, la nuova edizione del festival vedrà tra gli ospiti presenti Koji Fukada, Garin Nugroho, Isabel Sandoval, e Lee Kwang-kuk: saranno presentati 36 lungometraggi - 18 in concorso, 9 nella sezione Newcomers, 9 fuori concorso - oltre a 10 cortometraggi, offrendo una panoramica cinematografica che attraversa Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Indonesia, Filippine, Malesia, Cina, Vietnam, Singapore, Cambogia, Hong Kong e Taiwan, con una programmazione che unisce il grande cinema d'autore a opere capaci di intercettare un pubblico più ampio. Il festival si apre il 7 aprile con Girl (2025), esordio alla regia della celebre Shu Qi: il film offre un intenso e delicato ritratto femminile, segnando un debutto autoriale di forte sensibilità e inaugurando un'edizione del festival particolarmente attenta ai mutamenti e alle tensioni della società asiatica contemporanea. La Thailandia presenta due opere di grande interesse: Morte Cucina (2025), raffinato thriller culinario di Pen-ek Ratanaruang, che segna il ritorno al cinema del regista con atmosfere intense e curatissime; e Human Resource (2025) di Nawapol Thamrongrattanarit, ironica e profonda riflessione sulle dinamiche del lavoro moderno, acclamata all'ultima Mostra di Venezia, Premio Fondazione FAI-Cisl Persona, Lavoro, Ambiente nella sezione Orizzonti. Dall'Indonesia arrivano film di impegno civile e commedie generazionali: Siapa Dia (2025) e Whisper in the Dabbas (2025) di Garin Nugroho, raccontano storie intime con uno sguardo critico sulle tensioni sociali; mentre Rangga & Cinta (2025) di Riri Riza, è una commedia musicale che celebra amicizia, amore e sogni giovanili. Le Filippine propongono opere che intrecciano respiro storico e tensione introspettiva: Magellan (2025) di Lav Diaz, un'epica e rigorosa riflessione sulle ferite della colonizzazione, e Moonglow (2026) di Isabel Sandoval, delicato e luminoso ritratto dell'identità e della memoria personale. La Corea del Sud stabilisce un record per il festival con otto titoli in programma, spaziando dal cinema di genere alle opere più intime: The Old Woman with the Knife (2025) di Min Kyu-dong e The Ugly (2025) di Yeon Sang-ho esplorano thriller e suspense con grande impatto visivo; Beautiful Dreamer (2025) di Lee Kwang-kuk invece si concentra sui desideri e le fragilità interiori dei protagonisti, in chiave poetica e introspettiva. Dal Giappone arrivano due opere molto attese: Love on Trial di Fukada Koji, presentato a Cannes 2025, riflette con ironia e delicatezza sulle relazioni moderne; mentre Sham (2025) di Miike Takashi mescola thriller e satira sociale in uno stile audace e provocatorio. Il festival si chiude il 15 aprile con la cerimonia di premiazione e le proiezioni di due titoli di grande richiamo: She Has No Name (2024) del maestro hongkonghese Peter Chan — autore a cui il Festival aveva dedicato una retrospettiva nel 2011 — e The Ugly (2025,) di Yeon Sang-ho, thriller coreano che suggella un'edizione all'insegna della varietà, della ricerca e della qualità. Tra gli ospiti internazionali previsti saranno presenti: Koji Fukada, tra i nomi più prestigiosi del cinema giapponese contemporaneo; Garin Nugroho, figura centrale del cinema indonesiano; Isabel Sandoval, tra le voci più interessanti del nuovo cinema filippino; e Lee Kwang-kuk, autore di Beautiful Dreamer, tra i talenti più raffinati della scena coreana contemporanea.

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M.Ito--JT