The Japan Times - Claudia Cardinale, talento, sfrontatezza e ironia

EUR -
AED 4.329352
AFN 77.195421
ALL 96.68087
AMD 445.34031
ANG 2.110247
AOA 1081.011583
ARS 1700.249631
AUD 1.698848
AWG 2.121942
AZN 2.006811
BAM 1.956425
BBD 2.376149
BDT 144.286071
BGN 1.979736
BHD 0.444438
BIF 3496.012491
BMD 1.178856
BND 1.502535
BOB 8.151568
BRL 6.213868
BSD 1.179772
BTN 106.618591
BWP 15.618987
BYN 3.379379
BYR 23105.58568
BZD 2.372648
CAD 1.614792
CDF 2628.850333
CHF 0.916013
CLF 0.025855
CLP 1020.889743
CNY 8.178964
CNH 8.180161
COP 4359.411012
CRC 584.886756
CUC 1.178856
CUP 31.239695
CVE 110.299751
CZK 24.268525
DJF 210.08619
DKK 7.467342
DOP 74.453773
DZD 153.138688
EGP 55.241912
ERN 17.682846
ETB 183.821995
FJD 2.608161
FKP 0.86314
GBP 0.870214
GEL 3.177053
GGP 0.86314
GHS 12.953081
GIP 0.86314
GMD 86.056189
GNF 10354.262229
GTQ 9.048851
GYD 246.817763
HKD 9.20836
HNL 31.16295
HRK 7.534548
HTG 154.764822
HUF 380.37101
IDR 19910.354317
ILS 3.677967
IMP 0.86314
INR 106.424681
IQD 1545.493481
IRR 49659.326552
ISK 144.798649
JEP 0.86314
JMD 184.518917
JOD 0.83586
JPY 184.762275
KES 152.188369
KGS 103.090917
KHR 4761.378958
KMF 493.940398
KPW 1061.006141
KRW 1731.020692
KWD 0.362357
KYD 0.983114
KZT 581.855788
LAK 25357.096594
LBP 105670.367542
LKR 365.086573
LRD 219.429134
LSL 19.059286
LTL 3.480856
LVL 0.713078
LYD 7.473355
MAD 10.828212
MDL 20.049402
MGA 5219.666655
MKD 61.632198
MMK 2475.342905
MNT 4207.523561
MOP 9.493531
MRU 47.060026
MUR 54.274321
MVR 18.213564
MWK 2045.653183
MXN 20.5905
MYR 4.661787
MZN 75.152563
NAD 19.059286
NGN 1612.216058
NIO 43.412573
NOK 11.548867
NPR 170.59047
NZD 1.977638
OMR 0.453269
PAB 1.179772
PEN 3.965649
PGK 5.128638
PHP 69.007868
PKR 330.326974
PLN 4.225953
PYG 7790.454472
QAR 4.299755
RON 5.093723
RSD 117.377526
RUB 90.47949
RWF 1721.849792
SAR 4.420793
SBD 9.4994
SCR 16.636969
SDG 709.085472
SEK 10.669888
SGD 1.501857
SHP 0.884448
SLE 28.822551
SLL 24720.028673
SOS 673.014896
SRD 44.643397
STD 24399.947632
STN 24.507825
SVC 10.322296
SYP 13037.650781
SZL 19.050083
THB 37.365077
TJS 11.042279
TMT 4.131892
TND 3.418477
TOP 2.838403
TRY 51.416173
TTD 7.988551
TWD 37.304888
TZS 3047.344161
UAH 50.908155
UGX 4211.326827
USD 1.178856
UYU 45.524343
UZS 14470.620511
VES 445.590188
VND 30604.291318
VUV 141.094581
WST 3.213969
XAF 656.166516
XAG 0.016304
XAU 0.000244
XCD 3.185918
XCG 2.126179
XDR 0.816061
XOF 656.163732
XPF 119.331742
YER 281.039103
ZAR 19.161109
ZMK 10611.130314
ZMW 21.913904
ZWL 379.591284
Claudia Cardinale, talento, sfrontatezza e ironia
Claudia Cardinale, talento, sfrontatezza e ironia

Claudia Cardinale, talento, sfrontatezza e ironia

Nei personaggi un inno alla femminilità consapevole e felice

Dimensione del testo:

(di Giorgio Gosetti) Ci sono molti modi, ma pochissime certezze, per descrivere l'arte di un interprete, chiamato a tradurre, sulla scena o sullo schermo, le passioni e la visione del suo autore. Claudia Cardinale sfugge ad ogni precetto, a ogni scuola, perfino al suo tempo di cui è stata - come Monica Vitti, collega rispettata ma mai vicina umanamente - anticipatrice. "Io non mi sono mai considerata un'attrice - raccontava -. Sono solo una donna con una certa sensibilità: è con quella che ho sempre lavorato. Mi sono accostata ai personaggi con grande umiltà: cercando di viverli dal di dentro, usando me stessa, e senza far ricorso a nessun tipo di tecnica". Eppure a una scuola si era avvicinata, giovanissima, grazie al premio che le permise di frequentare brevemente i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1957. Forse fu il trauma subito nello stesso periodo (quello stupro a lungo celato al mondo) che la allontanò dal cinema, tanto da farla ritornare a Tunisi. Fu lì - come si sa - che la rintracciò Franco Cristaldi per offrirle un contratto con la Vides e un ombrello protettivo per la sua vita privata. Il successo travolgente de "I soliti ignoti" (1958) le cambiò la vita suo malgrado. Sarebbero passati anni prima che Cinecittà le permettesse di usare la sua voce, inconfondibile, e di mostrare un talento quasi animale che mischiava pudore, sfrontatezza, generosità e ironia. "Mi sono resa conto - avrebbe poi confessato - che per recitare usavo molto la mia vita interiore, che il mio modo di essere attrice era di mettere me stessa dentro i miei personaggi. Il mestiere del cinema, non per scappare dalla vita, ma per viverla meglio di come ho vissuto la vita vera, se non altro con più sincerità e consapevolezza". In qualche modo sono i mezzi che nello stesso periodo misero in luce l'arte di Marcello Mastroianni e rinnovarono lo schema espressivo delle "bellezze" anni '50 come Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano. Rispetto a queste icone in equilibrio tra apparenza quasi "bidimensionale" e vitalità popolare, Claudia Cardinale aggiunge un'ironia, una distanza dal personaggio che nello spettatore genera empatia e mistero: come se non fosse mai possibile - giustamente lo ha scritto Paolo Mereghetti - arrivare al cuore del personaggio e fissare l'attrice in un cliché prestabilito. Quando si cita l'exploit del 1963 (il simultaneo successo ne "Il Gattopardo" e "Fellini 8 e ½") si tocca con mano questa ambiguità emozionante e modernissima. Subito dopo si avverte un'altra specialità dell'arte di Cardinale: vivere i personaggi come se ogni volta l'attrice vi lasciasse una scia di sé, andando però già oltre, in una sorta di fuga intima, per evitare che altri si impossessino della sua anima, catturata solo un istante dall'obiettivo della cinepresa. Ci vollero registi che capissero e accettassero questa sfida costante dell'attrice. Claudia li trovò da subito in maestri come Pietro Germi (il silenzioso) o Mauro Bolognini (l'esteta), dittatori capaci di imprigionarla per un momento (Visconti) o complici (Fellini) che la sapessero assecondare. Basta vedere come si calò del personaggio di Jill in "C'era una volta il West" di Sergio Leone, come giocò con il suo ruolo ne "Le pistolere" di Christian-Jacque con la sua amica Bardot, come rintracciò l'umanità aristocratica della Principessa di "La pelle" per Liliana Cavani, per capire che l'arte dell'attrice sia andata di pari passo con ciò che sanno scavarle dentro i suoi migliori registi. "Le donne che fanno il mio mestiere spesso sono disperate - ha detto -. Gli uomini, solitari, quasi sempre e quasi tutti: aspettano di esprimersi solo davanti alla macchina da presa. Che Dio conservi tra noi gli ironici, quelli che amano la vita più del loro lavoro. E soprattutto i pazzi". L'ultima frase spiega le ragioni del suo binomio personale e artistico con Pasquale Squitieri, l'ultimo che ha saputo restituirle il piacere infantile del gioco (una parte di sé che la vita le aveva negato), il desiderio di un sorriso e della passione. A voler sintetizzare il segreto di un'attrice che è stata diva ma ha preferito sempre essere una donna sullo schermo, potremmo dire che è stata proprio la sua capacità, esercitata con determinazione in una lunghissima e luminosa carriera, di dare spazio alla vitalità animale che celava, facendone un inno alla femminilità più consapevole e felice. Quella felicità tanto a lungo cercata e poche volte trovata fuori dallo spazio ideale della scena.

K.Abe--JT