The Japan Times - Ricchezza e cultura, la musica pop vuole il tax credit

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Ricchezza e cultura, la musica pop vuole il tax credit
Ricchezza e cultura, la musica pop vuole il tax credit

Ricchezza e cultura, la musica pop vuole il tax credit

Giuli plaude a convergenza bipartisan sulla proposta in manovra

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(di Francesca Chiri) Un provvedimento di sostegno al settore della musica popolare contemporanea dal vivo attraverso il riconoscimento di un credito di imposta pari ad una quota dei costi sostenuti su tre capitoli: la promozione e la produzione di tournée di artisti italiani, la diffusione della cultura italiana e degli artisti italiani all'estero e interventi per la creazione, la ristrutturazione e l'ammodernamento di impianti dedicati allo spettacolo dal vivo. E questo anche in un'ottica di riequilibrio territoriale, con particolare riguardo alle zone meno servite e al Meridione. È la proposta che lancia AssoConcerti, l'associazione di categoria che raggruppa i più importanti organizzatori e produttori di musica dal vivo. La proposta arriva in occasione di un convegno organizzato dall'associazione al Mic (La Canzone Popolare Live. Dati e Prospettive) dove sono stati analizzati i risultati e le prospettive del mondo dei concerti di musica popolare contemporanea. Un comparto che ha ruolo determinante sia sul piano culturale, che sociale ed economico. La musica dal vivo è infatti una delle prime industrie culturali del Paese: dietro uno spettacolo c'è una filiera di operatori, di professionisti, di aziende che creano ricchezza e offrono opportunità di lavoro. Lo dicono i numeri. Stando ai dati della Siae, studiati dall'Associazione per l'Economia della Cultura, il comparto 'Pop, rock e leggera', con i sui oltre 36mila spettacoli e quasi 24 milioni di spettatori, produce oltre 894 milioni di ricavi al botteghino. Il comparto da solo rappresenta quasi il 60% di tutti gli spettacoli dal vivo. Non solo. Per dare un'idea della dimensione basta pensare che da soli, i 61 associati che aderisco ad AssoConcerti, nel loro insieme realizzano più ricavi dell'intero comparto del cinema. AssoConcerti ha anche commissionato a Nicola Salvati, ordinario di Statistica, un'indagine che è stata svolta nell'estate 2024 per studiare l'indotto economico generato dai grandi concerti sulle città e sui territori che li ospitano. Sono stati presi in esame 13 eventi musicali, da Ed Sheeran a Lenny Kravitz (Lucca Summer Festival), da Vasco Rossi, Zucchero e Taylor Swift (stadio Meazza di Milano), passando per i Coldplay e David Gilmour (Roma), fino a Gigi D'Alessio (Piazza Plebiscito a Napoli), per analizzare dettagliatamente le spese sostenute dagli spettatori e le ricadute economiche che coinvolgono vari settori, dalle attività culturali, all' enogastronomia, fino alle spese per i trasporti e per il soggiorno. Il risultato è eclatante: è stato stimato che il settore dei concerti in Italia abbia prodotto complessivamente un indotto totale di circa 4 miliardi e mezzo di euro. "Il nostro settore - ha quindi rimarcato Bruno Sconocchia, presidente di AssoConcerti - ha sempre prodotto ricchezza per lo Stato. Di fronte a questo, non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno pubblico. Crediamo sia venuto il tempo perché la politica passi da un riconoscimento formale ad uno sostanziale". E il riconoscimento arriva ed è, come ha riconosciuto soddisfatto il ministro Alessandro Giuli, bipartisan: "I numeri e le presenze politicamente rilevanti e trasversali al convegno sono un segnale positivo". E sia Federico Mollicone (FdI), presidente della Commissione Cultura della Camera, che il deputato dem in Commissione, Matteo Orfini, hanno immaginato un percorso unitario sulla proposta di tax credit. In vista della manovra sono infatti stati depositati due emendamenti di maggioranza e opposizione che puntano all' estensione del tax credit anche al settore della musica. E su cui potrebbe essere possibile una convergenza ed unificazione delle proposte di maggioranza e minoranza. In attesa del Codice dello spettacolo in cui sarà previsto per vari comparti, l'avvio dello strumento potrebbe essere previsto già dal 2025 per un anno, in via sperimentale.

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M.Sugiyama--JT