The Japan Times - Svelato l'enigma del cervello vetrificato di Ercolano

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Svelato l'enigma del cervello vetrificato di Ercolano
Svelato l'enigma del cervello vetrificato di Ercolano

Svelato l'enigma del cervello vetrificato di Ercolano

Durante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

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Prima l'arrivo di una caldissima nube di ceneri e poi un rapido raffreddamento: è avvenuta così la vetrificazione di una parte del cervello di una delle vittime di Ercolano nell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. A risolvere l'enigma dell'unico caso al mondo di cervello umano vetrificato è stato lo studio di un gruppo di ricerca italo-tedesco guidato dal vulcanologo Guido Giordano dell'Università Roma Tre pubblicato su Scientific Reports. Anni fa nel sito del Collegium Augustalium a Ercolano fu scoperto all'interno del cranio di uno dei corpi del materiale organico vetrificato, una stranezza mai osservata in precedenza - l'unico esempio del genere conosciuto al mondo - la cui formazione è stata finora un enigma. "Per comprendere il processo di vetrificazione abbiamo condotto delle analisi sperimentali riportando i frammenti di cervello alle temperature a cui si sono trasformati in vetro con cicli di riscaldamento e raffreddamento a velocità variabili con apparecchiature molto sofisticate", ha detto Pier Paolo Petrone, dell'Università Federico II di Napoli, tra gli autori dello studio che ha coinvolto anche l'Istituto di Scienza, Tecnologia e Sostenibilità per lo sviluppo dei Materiali Ceramici del Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Politecnico Clausthal in Germania. Le analisi hanno così permesso di ricostruire cosa avvenne quel giorno del 79 d.C., il 24 agosto o il 24 ottobre, dopo che iniziarono primi flussi piroclastici, una sorta di nubi di gas e materiali incandescenti a fil di terreno, che distrussero Ercolano. "Il primo di essi - ha spiegato Giordano - raggiunse la città solo con la sua parte di nube di cenere diluita ma caldissima, ben oltre i 510 gradi Celsius. Lasciò a terra pochi centimetri di cenere finissima, ma l'impatto termico fu terribile e mortale, seppur sufficientemente breve da lasciare resti di cervello ancora intatti". La nube poi scomparve molo rapidamente consentendo ai resti di raffreddarsi rapidamente, un veloce salto di temperature che innescò il processo di vetrificazione.

M.Yamazaki--JT