The Japan Times - Aias, 'no a gare d'appalto nel settore socio-sanitario'

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Aias, 'no a gare d'appalto nel settore socio-sanitario'
Aias, 'no a gare d'appalto nel settore socio-sanitario'

Aias, 'no a gare d'appalto nel settore socio-sanitario'

Il presidente Bagnale, 'rischio impoverimento professionalità'

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"Il sistema socio-sanitario non può essere trattato come un qualsiasi comparto dell'economia di mercato. Questo sistema si occupa di fragilità, di persone disabili, di anziani, di non autosufficienza. Se crediamo nella missione del sistema sociosanitario, come strumento per lenire le sofferenze e ridurre le barriere della popolazione più fragile, allora dobbiamo evitare che chi se ne occupa debba essere costretto a combattere nella competizione di un 'finto mercato'. Perché fare la gara in questi casi significa gareggiare sulla riduzione del costo dei servizi, quindi sulla riduzione del costo di gestione, impoverendo le professionalità che lavorano nel settore socio- sanitario". È il presidente nazionale dell'Aias (Associazione italiana assistenza spastici), Giulio Francesco Bagnale, a ribadire i rischi che l'applicazione della legge 118 del 2022 potrebbe avere sui servizi socio sanitari. In occasione del congresso dell'Ugl Salute il presidente dell'Aias ha chiesto a "tutte le forze sindacali ed alle Istituzioni di trovare la necessaria sintonia con il Terzo settore". "Dobbiamo creare insieme le condizioni affinché i servizi socio-sanitari possano mantenere e potenziare quel ruolo di riequilibrio sociale che hanno svolto fino ad oggi" aggiunge Bagnale che sottolinea anche come "applicare il principio delle gare al settore dei servizi pubblici socio-sanitari significa una cosa sola: impoverire il valore a disposizione degli erogatori e, inevitabilmente, impoverire le professionalità che lavorano nel settore". "Chi farebbe investimenti in strutture, tecnologie, formazione del personale di fronte all'incertezza sul proprio futuro? Si tratta di una grande questione politica - continua il presidente nazionale -. L'Italia, con questo governo, ha fatto riconoscere all'Unione europea l'importanza del Terzo Settore. Quest'anno l'Ue ha condiviso i principi del nuovo codice italiano, statuendo che il Terzo Settore non rientra nelle logiche di mercato. La stessa direttiva Bolkestein chiarisce che per sanità e servizi sociali gli Stati membri non sono obbligati ad applicare la disciplina comunitaria del mercato. Non era affatto obbligatorio, e non lo è tuttora, attrarre il settore socio-sanitario nell'arena delle gare d'appalto. Non ce lo chiede l'Europa, è una scelta politica, ed è una scelta sbagliata".

K.Hashimoto--JT