The Japan Times - Stigma malattie mentali resta alto, il 36% se ne vergognerebbe

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Stigma malattie mentali resta alto, il 36% se ne vergognerebbe
Stigma malattie mentali resta alto, il 36% se ne vergognerebbe

Stigma malattie mentali resta alto, il 36% se ne vergognerebbe

Ricerca Doxa per Festival 'Ro.Mens',14-24enni ritenuti a rischio

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Resta alto il livello di stigma sulle malattie mentali: ancora oggi il 36% dei cittadini si vergognerebbe di avere un disturbo psichico, mentre cresce la percezione di vulnerabilità tra i giovani dai 14 ai 24 anni, ritenuti più a rischio (dal 39% al 47%). Questo uno dei dati che emerge dalla ricerca "Salute Mentale 2025", realizzata da Doxa per il Festival della salute mentale "Ro.Mens", in programma a Roma dall'1 al 7 ottobre, a distanza di tre anni dalla precedente indagine del 2022. La ricerca ha preso in considerazione un campione di mille persone tra i 18 e i 65 anni, rappresentative a livello nazionale per genere, età ed area geografica. Rispetto al 2022, quello che emerge le persone con disagio psichico sono ritenute più pericolose per sé (dal 65% al 72%) e per gli altri (dal 48% al 55%), più aggressive e violente (dal 55% al 63%) e meno rispettose delle regole condivise (dal 49% al 55%). Si abbassa poi la percentuale di chi ritiene la malattia mentale curabile (dal 66% al 60%). La seconda parte della ricerca ha riguardato l'aspetto "online" nel 2025 tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. Dai dati rilevati, Instagram risulta il social più utilizzato ogni giorno (84%), ed emerge anche che i social media incidono profondamente sull'autopercezione. Il 47%, in particolare, pensa che "siamo ciò che mostriamo", il 59% sceglie di pubblicare solo il meglio di sé, il 57% si riconosce nell'immagine che dà online, mentre il 77% ritiene che sui social "tutti finiscono per sembrare uguali". Inoltre, il 67% crede che mostrarsi davvero per ciò che si è faccia apparire "strani", il 59% che la diversità rappresenti un rischio e non un valore, e il 49% teme di essere giudicato se si mostra diverso. Più della metà (53%) afferma che il proprio benessere mentale è condizionato dall'obbligo di mostrarsi sempre al meglio. Il 50% del campione è influenzato dal tempo speso online e il 45% percepisce di essere influenzato dai commenti e dai like ricevuti. Un giovane su quattro (26%), infine, dichiara di essersi sentito insicuro del proprio aspetto fisico dopo aver visto immagini o contenuti sui social. "I risultati dell'indagine - affermano Francesco Amato, direttore generale della Asl Roma 2, e Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di salute mentale - rafforzano le ragioni del Festival Ro.Mens per l'inclusione sociale contro il pregiudizio e la scelta di un'esposizione fotografica alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, centrata sul valore della diversità".

K.Yamaguchi--JT