The Japan Times - Sepsi, 20% dei decessi globali associato alla sindrome

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Sepsi, 20% dei decessi globali associato alla sindrome

Sepsi, 20% dei decessi globali associato alla sindrome

11 milioni di morti all'anno. In Italia batteri multi-resistenti

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Ogni anno la sepsi - sindrome di particolare gravità causata dalla risposta non controllata dell'organismo a un'infezione batterica, con possibile evoluzione in shock settico, insufficienza multi-apparato e morte - colpisce tra 47 e 50 milioni di persone nel mondo e provoca almeno 11 milioni di morti. Si stima che il 20% di tutti i decessi globali sia associato a questa complicazione. In occasione della Giornata mondiale della sepsi del 13 settembre, AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani, richiama l'attenzione sulla sindrome, aggravata in Italia dall'elevata diffusione di batteri multi-resistenti agli antibiotici, fatto che aumenta la probabilità di iniziare terapie empiriche inefficaci e, di conseguenza, data la natura tempo-dipendente di questa patologia, il rischio di esiti sfavorevoli. "In questo scenario il microbiologo clinico riveste un ruolo centrale - spiega Tommaso Giani professore dell'Università degli Studi di Firenze e segretario del Comitato di studio per gli antimicrobici (CoSA-AMCLI ETS) -. Infatti, non è soltanto lo specialista che produce un referto, ma un vero e proprio consulente al fianco dei clinici, capace di orientare scelte diagnostiche e terapeutiche in tempo reale. È soprattutto grazie alle tecnologie di microbiologia rapida che è possibile accorciare drasticamente i tempi della diagnosi, identificare precocemente i patogeni e alcuni importanti meccanismi di resistenza, fornendo velocemente informazioni che possono cambiare l'approccio terapeutico rendendolo più efficace". L'emocoltura è lo strumento basilare per la diagnosi microbiologica di infezioni del torrente cardiocircolatorio e sepsi. "Nel 2024 il nostro laboratorio ha esaminato emocolture per quasi 23.000 pazienti, che hanno portato nel 12% dei casi all'identificazione, come agenti correlati alla sepsi, di specie batteriche dal complesso profilo di antimicrobico-resistenza, quali Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus spiega Simone Ambretti, responsabile del laboratorio di Batteriologia-UOC Microbiologia del Policlinico IRCCS S. Orsola, Bologna e componente del Comitato di studio per gli Antimicrobici (CoSA-AMCLI ETS) -. Solo l'1% dei pazienti sono risultati invece positivi per la presenza di funghi che ancora di più necessitano di una terapia rapida e mirata. Allo scopo di agire con la massima tempestività nella produzione e nella trasmissione dei risultati degli esami microbiologici a supporto di una gestione ottimizzata dei pazienti settici, il laboratorio di Batteriologia del Policlinico IRCCS S. Orsola garantisce per l'esame emocolturale una continuità h24 del percorso diagnostico".

H.Nakamura--JT