The Japan Times - Sondaggio Bankitalia, ad inizio 2026 al rialzo prezzi abitazioni

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Sondaggio Bankitalia, ad inizio 2026 al rialzo prezzi abitazioni
Sondaggio Bankitalia, ad inizio 2026 al rialzo prezzi abitazioni

Sondaggio Bankitalia, ad inizio 2026 al rialzo prezzi abitazioni

Si riduce lo sconto medio, stabili acquisti finanziati con mutuo ipotecario

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Nel primo trimestre del 2026 le indicazioni di rialzo dei prezzi di vendita delle abitazioni si sono rafforzate: il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione si è attestato a 12 punti percentuali, da 9 nel trimestre precedente. Il saldo è positivo in tutte le macroaree, con i valori più elevati nel Nord-Est (17 punti) e nel Centro (13 punti), in un contesto in cui l'offerta rimane limitata su tutto il territorio. Nel Sud e Isole si è registrato un marcato ampliamento del saldo sia rispetto al quarto trimestre del 2025, quando era pressoché nullo, sia sul trimestre corrispondente dello scorso anno. In questa area geografica permangono tuttavia dinamiche molto differenziate tra le aree urbane, dove prevalgono nettamente giudizi di aumento, e quelle non urbane, in cui il saldo rimane prossimo allo zero. E' quanto emerge dal sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia realizzato da Bankitalia. Lo sconto medio rispetto al prezzo inizialmente richiesto dal venditore si è ridotto rispetto al quarto trimestre del 2025, riportandosi sul livello registrato nel corrispondente periodo dell'anno precedente. Il divario tra macroaree rimane ampio: lo sconto è particolarmente contenuto nel Nord-Est (5 punti), dove le pressioni al rialzo sui prezzi sono più intense, mentre nel Sud e Isole, pur in leggero calo, resta il più elevato a livello nazionale, in particolare nei centri minori. Anche i tempi medi di vendita si sono ridotti, tornando anch'essi sul livello del primo trimestre del 2025. La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 65 per cento, sostanzialmente in linea con i trimestri precedenti e su livelli storicamente elevati. Il rapporto tra prestito e valore dell'immobile è rimasto sostanzialmente stabile (attorno al 77 per cento). La quota di agenzie che segnala le difficoltà di accesso al credito tra le principali cause di cessazione dell'incarico è rimasta stabile, al 17 per cento. Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei canoni si è attestato a 31 punti percentuali, in calo rispetto ai trimestri precedenti, con una flessione più pronunciata nelle aree urbane.

S.Fujimoto--JT