The Japan Times - Ecco, rallenta la transizione energetica in Italia

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Ecco, rallenta la transizione energetica in Italia
Ecco, rallenta la transizione energetica in Italia

Ecco, rallenta la transizione energetica in Italia

Nel 2025 emissioni +9 milioni di tonnellate. Manca strategia uscita dal gas

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Nonostante l'avvicinarsi del 2030, la transizione energetica in Italia rallenta. Nel 2025 le emissioni di gas serra sono tornate a crescere, di circa 9 milioni di tonnellate di Co2 rispetto all'anno precedente. Manca inoltre una strategia di abbandono del gas. È quanto emerge dal Progress Report sul Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec), redatto annualmente da Ecco, il think tank italiano per il clima, che mostra l'andamento della transizione del Paese nei vari settori. Per rispettare gli impegni europei al 2030, l'Italia deve ancora ridurre le proprie emissioni di circa 95 milioni di tonnellate di Co2 rispetto ai livelli del 2025: un quarto delle emissioni del Paese, da tagliare in cinque anni. Con l'attuale ritmo di riduzione delle emissioni, l'Italia rischia di mancare gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni. Secondo le proiezioni Ispra, tra il 2021 e il 2025 l'Italia ha già accumulato un eccesso per circa 30 milioni di tonnellate di Co2, destinato a salire a 39 entro il 2030. Questo può comportare un rischio di spesa stimato tra 3,8 e 5,7 miliardi di euro per l'acquisto di diritti di emissione. Il rapporto evidenzia anche che in Italia manca una vera strategia di abbandono del gas, passo necessario per l'obiettivo di neutralità climatica al 2050. Al contrario, scelte di investimento mostrano il protrarsi della dipendenza oltre il 2030, con la prospettiva di metanizzazione della Sardegna che si concluderà non prima del 2033. Decisioni come il rinvio dell'uscita dal carbone al 2038 mandano inoltre un segnale incerto agli investitori. La domanda italiana di gas rimane inferiore di 11,2 miliardi di metri cubi rispetto al livello del 2019. Nonostante il lieve aumento del 2025, in cui i consumi sono tornati a salire (+2,1%), trainati dalla produzione termoelettrica (+7,2%), il settore mostra una tendenza strutturale alla riduzione della domanda. Gli incentivi alla decarbonizzazione dell'industria tuttavia sono frammentati e di breve periodo, senza una strategia che sostenga investimenti e costi operativi in un contesto di forti pressioni internazionali sui prezzi dell'energia e sulla competitività. Sulle tecnologie della transizione (idrogeno rinnovabile, biometano, Catttura e stoccaggio del carbonio), l'Italia resta molto lontana dagli obiettivi 2030, nonostante i nuovi strumenti di sostegno.

K.Nakajima--JT