Inps, 833mila famiglie con almeno un pagamento Adi nel 2025
647mila con l'assegno a dicembre. Oltre due terzi al Sud
Nel 2025 sono state 833mila lefamiglie che hanno avuto almeno un pagamento di assegno di inclusione (Adi) mentre quelle che hanno avuto l'assegno a dicembre 2025 sono state 647mila per un importo medio del beneficio di 697 euro. Lo si legge nell'Osservatorio Inps sull'Adi. Nel complesso da gennaio 2024 a dicembre 2025 hanno ricevuto il beneficio 935.675 nuclei per 2.231.629 persone coinvolte. L'importo medio mensile per le 936mila famiglie che tra il 2024 e il 2025 hanno avuto almeno una mensilità di Adi è pari a 685 euro, con un numero medio di 2,4 componenti per nucleo. Al Sud e nelle Isole hanno ricevuto almeno un assegno nell'intero periodo (da gennaio 2024 a dicembre 2025) 629.910 famiglie (il 67,32% del totale) per 1.610.725 persone coinvolte e una media di 707 euro a famiglia. Nel quadro delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio 2025, dal primo gennaio 2025 sono previste soglie più elevate di Isee e di reddito familiare per l'accesso all'Adi; nel corso del 2025 è inoltre prevista l'attribuzione d'ufficio del coefficiente della scala di equivalenza legato al carico di cura, in presenza dei requisiti. E' stato poi introdotto, per i nuclei che presentano domanda di rinnovo al termine delle prime 18 mensilità, un contributo straordinario aggiuntivo pari all'importo della prima mensilità di rinnovo e comunque non superiore a 500 euro, erogato con la prima mensilità di rinnovo. Il 69,29% delle famiglie che ha avuto l'Adi a dicembre 2025 è residente al Sud e nelle Isole (447.973 nuclei) con un assegno medio a nucleo di 722 euro a fronte di appena il 18% al Nord (116,382 nuclei) e il 12,71% a Centro (82.208 famiglie). Nel mese tra i 646.563 nuclei che hanno ricevuto l'assegno nel complesso (per 1.489.186 persone coinvolte e una media di 697 euro a famiglia) in 238mila sono presenti minori; in 258mila sono presenti disabili; in 338mila sono presenti persone di almeno 60 anni; in 12mila ci sono persone in condizioni di "svantaggio"; 234mila sono i nuclei con carichi di cura.
T.Maeda--JT